20 Gennaio – San Sebastiano

Forse non tutti lo sanno, ma nel 1565, al tempo della sua fondazione, Rio de Janeiro fu chiamata “São Sebastião do Rio de Janeiro”. Fin qui tutto potrebbe apparire normale, considerando la devozione cattolica dei portoghesi in quell’epoca.

La storia però è un po’ più complessa e curiosa, a mio giudizio tipica di una città tanto particolare come Rio de Janeiro.

Partiamo dall’inizio: il nome -São Sebastião- che fu attribuito a Rio non si riferiva al martire cristiano morto nel 287 D.C., ma bensì fu un omaggio al re-bambino Sebastiano del Portogallo e Algarve che al tempo della fondazione della città di Rio aveva solamente 9 anni…

C’è poi da dire che la data ufficiale di fondazione della città non fu il 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, ma il 1° di marzo del 1565!

Perchè, allora, commemorare un santo che in effetti non aveva molto a che vedere con Rio de Janeiro?

In effetti alcune ragioni ci sono, oltre naturalmente al legame diretto del nome del Santo con il nome originario della città.

Per spiegarvelo vi racconto brevemente la storia del Santo:

San Sebastiano fu martire dei primi secoli della Chiesa cristiana per aver professato e non rinnegato la sua fede in Cristo.

San Sebastiano nacque a Narbonne, in Francia, nel 256 d.C. Da giovane si trasferì con la sua famiglia a Milano, la città natale di sua madre. Si unì all’esercito di Roma e divenne il soldato preferito dell’imperatore Diocleziano. Si guadagnò il grado di comandante della Guardia Pretoriana.

In segreto Sebastiano si convertì al cristianesimo e, approfittando del suo alto rango militare, faceva frequenti visite ai prigionieri cristiani in attesa di essere portati al Colosseo, dove sarebbero stati divorati dai leoni o uccisi in combattimenti con i gladiatori. Con parole di incoraggiamento e consolazione, fece credere ai prigionieri che sarebbero stati salvati nell’aldilà secondo i principi del cristianesimo.
La sua fama di benefattore dei cristiani si diffuse e Sebastiano fu denunciato all’imperatore. L’imperatore, che perseguitava i cristiani nel suo esercito, cercò di far rinunciare Sebastiano al cristianesimo, ma davanti all’imperatore Sebastiano non rinnegò la sua fede e fu condannato a morte.

Il suo corpo fu legato ad un albero e colpito da frecce scagliate dai suoi ex compagni, che lo lasciarono apparentemente morto. Salvato da alcune donne guidate da una cristiana di nome Irene, fu preso sotto le loro cure e riuscì a riprendersi.

Dopo la sua guarigione, San Sebastiano continuò ad evangelizzare e, indifferente alle richieste dei cristiani di non esporsi, andò dall’imperatore insistendo perché ponesse fine alle persecuzioni e alle uccisioni dei cristiani. Ignorando le sue suppliche, questa volta Diocleziano ordinò che fosse fustigato a morte e che il suo corpo fosse gettato nella fogna pubblica di Roma, affinché non fosse venerato come martire dai cristiani. Era l’anno 287.

Ancora una volta, il suo corpo fu raccolto da una donna di nome Luciana, alla quale chiese in sogno di seppellirlo vicino alle catacombe degli apostoli. Nel IV secolo, l’imperatore Costantino, che si era convertito al cristianesimo, fece costruire in suo onore la Basilica di San Sebastiano, vicino al luogo di sepoltura, sulla via Appia, per ospitarne il corpo.

Si dice che in quel periodo, Roma fosse devastata da una terribile pestilenza e che dal trasferimento delle reliquie di San Sebastiano l’epidemia scomparve. Da quel momento in poi, San Sebastiano fu venerato come patrono contro la peste, la carestia e la guerra.

Durante il Medioevo, la chiesa a lui dedicata divenne un centro di pellegrinaggio e ancora oggi riceve devoti e pellegrini da tutte le parti del mondo e la sua festa si celebra appunto il 20 gennaio.

Torniamo ora al 1565, quando le truppe portoghesi vinsero la battaglia finale contro le truppe francesi che occupavano la regione interna della Baia di Guanabara (erano insediati in un isolotto della baia di fronte a quello che oggi è l’aeroporto Santos Dumont, nell’attuale centro città). Il comandante delle truppe portoghesi si chiamava Estacio de Sá e fu proprio lui a “battezzare” la città rendendo omaggio al re Sebastiano del Portogallo. Con questa battaglia, però, i francesi non furono definitivamente espulsi da Rio, tanto che gli scontri durarono ancora per almeno due anni. Fu proprio durante uno scontro con gli indios Tamoios, che erano alleati dei francesi, che Estacio de Sá fu colpito gravemente. Come? Da una freccia (come San Sebastiano). Quando: il 20 gennaio (giorno di San Sebastiano)!

Estacio mori poi il 20 febbraio, ma a tutta questa serie di coincidenze si unisce anche una leggenda che vuole che il Santo stesso sia apparso con la spada in mano per combattere al fianco dei portoghesi nella cacciata dei francesi durante la battaglia di Aruçumirim, il 20 gennaio 1567, lo stesso giorno in cui Estácio de Sá fu colpito dalla freccia che lo avrebbe ucciso. Sebastiano, santo cattolico nato in Francia al fianco dei portoghesi che cobattevano contro i francesi calvinisti…
Il campo di battaglia si trovava in quello che oggi è il quartiere di Glória. 600 indios tamoios e 5 francesi morirono nella battaglia di Uruçumirim, e 10 francesi furono impiccati il giorno dopo la battaglia. Questo scontro consolidò definitivamente il dominio portoghese nella città ed i francesi vennero definitivamente espulsi.

E’ senza dubbio una storia interessante e ricca di coincidenze. Fatto sta che la festa di San Sebastiano è molto sentita dai carioca ancora oggi e la sua statua adorna l’altare centrale della Cattedrale Metropolitana insieme a quella di Sant’Anna.

Il luogo della fondazione della città è uno fra i più suggestivi di Rio, esattamente a fianco del Pan di Zucchero. Durante la salita con la teleferica mi piace sempre raccontare questi aspetti storici di Rio, che arricchiscono il fantastico panorama che si gode dall’alto con alcune informazioni che molti turisti non conoscono.

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A presto

Marcello

Lapide celebrativa della fondazione di Rio de Janeiro posta all’interno del Forte di San Giovanni di fronte al Pan di Zucchero, nel luogo dove l’esercito portoghese vinse la battaglia contro le truppe francesi nel 1565.

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